Ma è mai possibile che per l'ennesima volta debba sentire dire che a Biella è difficile mangiare bene? Ieri sera chiacchierando con alcune ospiti di una cena al Baralot esce ancora una volta il fatto che a Biella non si mangia bene ... ovviamente escluso il sottoscritto (ristorante) ma sono convinta che ce ne siano altri di colleghi bravi e che sappiano fare davvero bene il loro lavoro forse sono pochi ma ce ne sono ,ma ahimè sono altrettanto convinta che ne esistano altri troppi che si attempano nella professione che poi non è solo una professione il nostro lavoro è arte, è uno stile di vita è passione o ce l'hai o non ce l'hai è un qualcosa che senti dentro che è complicato far comprendere ,a parole è difficile da spiegare è per questo che tutto quello che abbiamo dentro ciò che viene dal cuore e che ci passa dalla testa lo trasferiamo nella creazione di un piatto , le nostre parole i nostri pensieri sono gli ingredienti che compongono una ricetta, la presentazione di un piatto è la nostra voce e deve essere quanto più gradevole per l'ospite che si appresta ad ascoltarci dobbiamo essere in grado di generare piacere e armonia e imprimere nella memoria ricordi e profumi indelebili ... Questo è il nostro lavoro ! O almeno dal mio punto di vista , quello del Baralot.
E dopo questa parentesi passionale vi chiedo scusa per la deviazione, torniamo al problema " A Biella è difficile mangiare bene" credo anche non sia solo una colpa se così possiamo chiamarla dei ristoratori attempati sono certa che manchi anche la cultura del buon cibo troppo spesso per molti l'importante è che i piatti siano pieni e si spenda poco! Porca miseria non è che forse vige la regola della Domanda e dell'Offerta ? cioè mi spiego la domanda è scarsa per mancanza di cultura gastronomica e l'offerta è in linea con il mercato ... O mio Dio no ..... siamo messi male , bè il Baralot non domanda e nemmeno offre e non si allinea con il mercato continuerà a fare bene e a farsi pagare per ciò che fa , non si svende non si abbassa e non fa concorrenza sleale non vuole essere un ristorante ma vuole essere il ristorante che insieme ad altri pochi colleghi farà cambiare idea a chi sostiene fermamente con la ragione o no (dipende dove capita) che a Biella si mangia male che poi se posso permettermi il pericolo lo si può scampare facendo delle scelte Qualità al giusto prezzo e magari uscire a cena una volta di meno oppure Quantità dove vai vai l'importante è mangiare !
Sulla definizione di "mangiar bene" credo che si potrebbero spendere (sprecare?) fiumi d'inchiostro e non si arriverebbe ad una conclusione. Per alcuni "si mangia bene" solo se è in grande quantità, per altri solo se fanno qualcosa che già conosco e che non fa fare lo sforzo di aprirsi a qualcosa di nuovo, per altri ancora se non ci sono almeno tre materie prime "esotiche" ed una preparazione che comprenda ì un salto mortale dello chef live in sala non è mangiar bene.
RispondiEliminaPersonalmente mi piace provare un po' di tutto. Apprezzo anche una cucina di ricerca ed innovativa, se non è solo un esercizio di virtuosismo e di stile che posso apprezzare, ma che non mi lascia nessun ricordo e nessuna emozione.
Quel che mi piace di Baralot è la capacità di prendere una cucina del territorio, più tradizionale e reinventarla in chiave più attuale con un occhio al passato, uno al futuro e i piedi ben piantati nel presente. Quel che mi piace di Baralot è la capacità di seguire le stagioni, la capacità di usare materie prime di qualità e valorizzarle con mano sapiente, la capacità di crescere negli anni. Mi piace la cura nel servizio e nella "mis en place", nella decorazione dei tavoli, perchè una buona cena deve essere anche una festa per gli occhi e non solo per il palato.
Mi piace il menù essenziale con il giusto numero di portate, così come la carta dei vini, con una buona selezione tutta di buon livello.
Mi piace che tutto questo venga proposto ad un prezzo equo. Ci son cose che non mi piacciono di baralot? Forse una, ma in questo momento la si puo' lasciare da parte.
A Biella, nel biellese ristoranti buoni ce ne sono, non così tanti, purtroppo. Anche perchè spesso si confonde il fatto che un ristorante sia pieno e "di successo" (sarebbe meglio dire "di moda") con il fatto che sia di qualità. Così come si confondono i termini "caro" e "costoso" che son concetti diversi. Il contrario di costoso è economico, il contrario di caro è equo. A Biella ci sono ristoranti che sono economici, ma cari, ovvero il cui prezzo assoluto è medio-basso, ma è eccessivo rispetto a quel che viene offerto in termini di qualità nel suo complesso. Viceversa ci sono ristoranti costosi (nel senso che il prezzo finale è nell'intorno dei cento euro a coppia che sono una soglia psicologica forte), ma che sono equi in quanto offrono piatti, materie prime, vini, servizio ed ambiente che giustificano il prezzo pagato.
Qui si potrebbe aprire la parentesi sul fatto che il cliente deve saper riconoscere la differenza, per far un esempio, tra uno spaghetto da pizzeria con un sugo banale e riscaldato ed un tagliolino fresco fatto in casa con un sugo cucinato "espresso". E già sul concetto di cucina espressa credo che indagando si scoprirebbe una ignoranza (nel senso etimologico del termine) assai diffusa.
Ma questo forse è un non-problema: il cliente deve scegliere in quali ristoranti vuol mangiare e qual è il prezzo che vuole/può pagare, ma il ristoratore a sua volta deve scegliere qual è il suo target di clientela e lasciar perdere quelli che "giocano in un altro campionato".
(continua)
RispondiEliminaNon è solo una questione di prezzo: una cena completa di 3/4 portate e bevande in un ristorante-pizzeria qualunque del biellese può costare come (se non di più) di una cena da Baralot. Se lo stesso cliente cena da Baralot, a parità di prezzo, se non comprende la differenza di qualità del cibo, delle preparazioni, di ambiente, di servizio, ma anzi invece che sentirsi "coccolato" dall'ambiente e dalle attenzioni si sente intimorito e a disagio (il nuovo a molti spaventa), beh non è un cliente acquisito, ma anzi rischia di tramutarsi in una pubblicità negativa.
Ho divagato assai, sono andato un po' fuori tema e il commento è lungo più del post, ma per chiudere il cerchio, i ristoranti non dovrebbero (opinione discutibilissima) inseguire clienti che non sono interessanti a quella che è stata (giustamente!) anche nel post definita arte, ma di certo dovrebbero estendere la propria visibilità perchè di persone che apprezzano la buona cucina e tutto quel che ci sta intorno ce ne sono e non pochi e hanno anche voglia di fare strada per mangiar bene, ma a volte non conoscono l'esistenza di piccole perle del territorio e quindi il farsi conoscere e promuoversi, farsi conoscere, diventa fondamentale.